Convegno 30 maggio 1998
RIASSUNTI
Prime osservazioni di meteorologia ipogea nel Complesso Carsico dei Piani Eterni
(Sottogruppo Pizzocco-Brendol)
Gruppo Speleologico CAI Feltre (1)
Gruppo Speleologico Valdobbiadenese (2)
con la collaborazione di:
Federazione Speleologica Veneta
Comando Truppe Alpine - Servizio Meteomont (3)
(1) A cura di Lucio D’ Alberto, Sez. CAI Feltre, P.ta Imperiale 3, I - 32032 Feltre (BL)
(2) A cura di Paolo Grotto, P.za Marconi 12, I - 31049 Valdobbiadene (TV)
( 3) A cura del Ten. Col. Leopoldo Sperotti e soldato ing.Luca Del Monte, Centro settore 44 - Belluno
SUMMARY. With some thermometric data-loggers the temperature in the cave called “Complesso Carsico Piani Eterni” was monitored. The data collected, every two hours in a year long, were compared with data from the closest weather-station “Erera” (SM). The comparison suggests that the temperature in the cave has a delay in respect to the seasonal variations, instead there are short and quick fluctuations related to atmospheric disturbance.
Le piattaforme carbonatiche triassiche
del Monte Alto di Pelsa
(Civetta, Dolomiti centro-meridionali)
Cristina Busatta
Via del Molino, 4 / a, I - 32035 Santa Giustina ( BL )
Riassunto. Questo lavoro, basato sul rilevamento geologico dell'area del Monte Alto di Pelsa, svolto nel corso della tesi di laurea (Busatta, 1991), ha avuto come risultato principale la distinzione di diverse unità sedimentarie di piattaforma carbonatica, di età triassica. Queste sono delimitate da superfici di discontinuità e sono differenziate in base ai caratteri litologici, alle geometrie deposizionali delle unità, nonchè alle relazioni laterali tra i vari ambienti deposizionali che le compongono. Viene inoltre, messo in evidenza l'anomalo ispessimento della piattaforma carbonatica della Formazione di Contrin, causato da fenomeni di subsidenza differenziale, durante l'Anisico superiore.
SUMMARY. The main result of this paper, based on the mapping of the area of the "Monte Alto di Pelsa", developed during the degree (Busatta, 1991), was the distinction of different carbonate platform sedimentary units, of the Triassic age. These are bounded by discontinuity surfaces and vary according to the different lithologies, depositional geometries and lateral relationships between depositional environments. Moreover, the research highlights the anomalous thickening of Contrin Formation carbonate platform of late Anisian age, caused by tectonic differential subsidence.
Le tracce dei ghiacciai pleistocenici del Monte Pelmo
MAURO DEL LONGO
Via Col 14, I - 32010 Forno di Zoldo (BL)
RIASSUNTO. Le tracce dei ghiacciai pleistocenici del Monte Pelmo - L’espansione delle masse glaciali che durante il Pleistocene superiore interessò, con fasi alterne, tutte le Alpi lasciò una profonda traccia sulla morfologia del paesaggio. Lo studio delle forme di origine glaciale rinvenute nell’area del M. Pelmo ha permesso di riconoscere i diversi momenti di fluttuazione dei ghiacciai che le originarono, consentendo quindi una collocazione cronologica dei depositi morenici. La loro buona conservazione, ha permesso inoltre di ricostruire l’estensione raggiunta dai ghiacciai sia durante l’ultima massima espansione Würm sia durante le successive fasi Tardiglaciali; si è potuto così avere una ricostruzione paleogeografica dell’evoluzione pleistocenica dei ghiacciai del M. Pelmo.
SUMMARY. The marks of the Pleistocene glaciers of the Pelmo mountain - The expansion of the glacial masses that during the very late Pleistocene concerned - at altenate phases – all the Alps, left a deep mark on the morphology of the landscape. The study of the forms of glacial origin founded in the Pelmo area has permitted to identify the different moments of fluctuation of the glaciers that originated them. This research has therefore allowed a chronological location of the morenic deposits. Their good preservation has also permitted to define the extension of the glaciers both during the Würm last maximal extension and during the following Late Glacial phases. It has therefore been possible to make a paleogeographic reconstruction of the Pleistocene evolution of the Pelmo glaciers.
I campi solcati dei Piani Eterni
(Dolomiti Bellunesi)
Laura Bortolas
Via Colombo, 5, I - 32032 Feltre ( BL )
Riassunto. I Piani Eterni, situati nella porzione orientale dell'altopiano di Erera-Brendol (sottogruppo Pizzocco-Brendol, Dolomiti Bellunesi), rappresentano un tipico ambiente carsico d'alta montagna, caratterizzato da una notevole abbondanza e varietà di forme superficiali e dallo sviluppo di un importante sistema di grotte.
In questo lavoro vengono trattati gli aspetti morfologici e vegetazionali dei campi solcati, superfici calcaree che ospitano complessi di piccole forme di soluzione carsica in roccia (karren). Una ricerca svolta in occasione della tesi di laurea ha messo in luce la peculiarità e complessità di questi microambienti, evidenziando le relazioni esistenti tra la componente fisica e quella biotica.
SUMMARY. The Piani Eterni area, located in the eastern part of the Erera-Brendol plateau, between 1700 and 2000 meters of altitude (Pizzocco-Brendol group, Dolomiti Bellunesi), is a high-mountain karst environment, characterized by a large variety and density of surface forms and by an important hypogean system.This work deals with morphological and vegetational aspects of limestone pavements where small-scale corrosion forms (karren) often develop. It reveals the peculiarity and complexity of these microenvironments and evidences the relations between the physical components and the biological ones.
Parole chiave: Microforme carsiche superficiali, Piani Eterni, Dolomiti Bellunesi.
Verifiche e stabilità del manto nevoso e pericolosità da valanga nel territorio di Arabba (BL)
MASSIMO PEGANI
Borgo Grotta Gigante 54/a, Sgonico, I - 34010 (TS)
Riassunto. Nella presente trattazione è presa in considerazione la valutazione delle caratteristiche del manto nevoso ed il problema delle valanghe. Durante la stagione invernale 1996/1997 è stata svolta una campagna di rilevamento nella zona di Arabba (BL). I dati raccolti sono serviti per verificare l’attendibilità del grado di pericolo valanghivo, contenuto nel Bollettino Nivometeorologico emesso giornalmente dal Centro Valanghe di Arabba, mediante un metodo già proposto precedentemente e con una nuova importante innovazione dell’autore. È stata attuata inoltre, per la prima volta, una verifica sulla localizzazione del pericolo contenuta nel medesimo Bollettino mediante un metodo inventato ed elaborato dall’autore. Sono stati successivamente individuati alcuni siti pericolosi soggetti a rischio valanghivo nella zona studiata tali da poter costituire oggetto di osservazione per una futura posa in opera di sistemi di difesa.
SUMMARY. In this treatment the valuation of characteristic snowpack layers and the problem of the avalanche are taken into consideration. In the winter 1996/1997 a few observations have been developed in Arabba (BL). The collected specifications are used to prove the reliability of the degree of avalanche danger, enclosed in the weather snow Bulletin, issued daily by the Avalanche Centre in Arabba, with a method already suggested before and with a new important proposal of the author. What is more, for the first time, it has been put into practice a check on the location of danger enclosed in the same Bulletin with a method invented and elaborated by the author. Besides have been identified a few dangerous sites subdued to avalanche danger in the examined zone as to can to form object of observation for a next installation of system of protection.
Primo rinvenimento del Cortinarius orellanus
in provincia di Belluno
CLAUDIO SOMMAVILLA
Gruppo Natura Bellunese, Via Tisoi 46, I - 32100 Belluno
Riassunto. Nell’ottobre 1991 si segnala per la prima volta il ritrovamento del Cortinarius orellanus Fries in provincia di Belluno. La presenza della specie è stata confermata negli anni successivi.
SUMMARY. In october 1991 the autor signals the finding of Cortinarius orellanus Fries for the time in Belluno’s province (NE Italy). The presence of this species has been confirmed during the following years.
Conoscenze attuali e segnalazioni di specie nuove
o interessanti per la flora dell’ Alpago (Belluno)
CARLO ARGENTI
Via Pietriboni 7, I - 32100 Belluno
Riassunto. L'autore riporta i principali riferimenti presenti in bibliografia relativi alla flora dell'Alpago. Dà quindi notizie relativamente a 19 entità (18 specie ed un ibrido) di piante vascolari raccolte od osservate in Alpago. Delle seguenti entità, alcune non risultano ancora segnalate in provincia di Belluno ed altre confermano vecchie indicazioni: Cystopteris sudetica, Polygonum minus, Ranunculus sceleratus, Lathyrus hirsutus, Geranium purpureum, Lythrum portula, Veronica montana, Senecio paludosus, Potamogeton lucens. Delle rimanenti entità, particolarmente significative per la flora bellunese, si danno nuovi dati distributivi.
SUMMARY. The autor reports the most important references that there are in bibliography about the flora of Alpago (province of Belluno). Then the author reports 19 remarkable findings of vascular plants of Alpago. Cystopteris sudetica, Polygonum minus, Ranunculus sceleratus, Lathyrus hirsutus, Geranium purpureum, Lythrum portula, Veronica montana, Senecio paludosus, Potamogeton lucens are new for the flora of province of Belluno or are confirmations of old indications. Other records are new growing areas of interesting species for the province of Belluno.
Studio fitosociologico delle cenosi forestali subalpine
a Picea abies (L.) Karst. del Comelico (BL - Veneto)
Massimo Barbo & Michele Codogno
Dipartimento di Biologia, Università degli Studi di Trieste, V. L. Giorgieri 10, I - 34127 (TS)
Riassunto. In questo lavoro viene analizzata la vegetazione delle peccete subalpine del Comelico (BL - Veneto) mediante il metodo fitosociologico. La classificazione automatica dei rilievi ha permesso di individuare i seguenti sei tipi di vegetazione: pecceta aperta su silice e suolo ben drenato, pecceta chiusa su silice e suolo ben drenato, pecceta su silice e suolo umido e ricco in nutrienti, pecceta su calcare, pecceta aperta su calcare e pecceta su suolo particolarmente povero in nutrienti. Viene evidenziata l’importanza delle tallofite del suolo per la caratterizzazione di quest’ultimo tipo di pecceta.
SUMMARY. This paper analyzes the vegetation of the subalpine spruce woods in the Comelico area (Veneto, NE Italy) from the phytosociological point of view. The automatic classification of the relevés has allowed the identification of the following six vegetation types: open spruce woods on silicate and well drained soil, close spruce woods on silicate and well drained soil, spruce woods on silicate and moist soil rich in nutrients, spruce woods on limestone, open spruce woods on limestone and spruce woods on soil poor in nutrients. The importance of the epigeic thallophytes in the typification of the last type is pointed out.
Indagine floristica nel bosco delle Fratte
a Tambre d’ Alpago (BL)
DIANA EURIDICE FABBRO
Via Mezzavilla 10, I - 31029 S. Giacomo di Veglia (TV)
RIASSUNTO. La ricerca consiste nell’elaborazione ed interpretazione dei dati ricavati in seguito alla raccolta di 293 specie di piante o di parti di esse in una faggeta situata nel territorio del Comune di Tambre d’Alpago.
SUMMARY. The search consist of the elaboration and interpretation of the data results after to the harvest of 293 kind of plants or of births of them in a wood of Fagus sylvatica L. placed in the territory of the Commune of Tambre of Alpago.
Flora della valle di San Mamante (Prealpi Bellunesi)
ETTORE SARONIDE
Gruppo Natura Bellunese, Via Tisoi 46, I - 32100 Belluno
Riassunto. l'autore ha censito la flora vascolare della Valle di S. Mamante posta nel versante settentrionale delle Prealpi Bellunesi. L'elenco comprende 634 specie, alcune delle quali sicuramente interessanti e comunque significative della flora relativa all'ambiente prealpino. Vengono riportate le segnalazioni floristiche presenti in bibliografia; alcune di esse non hanno più avuto conferma, probabilmente a causa delle alterazioni ambientali che hanno coinvolto l'area in tempi recenti. La ricchezza delle specie presenti sottolinea il valore naturalistico della valle.
SUMMARY. In San Mamante valley, which is placed in the northern Pre-Alps of Belluno, the author has found 634 species of vascular plants: some of them are very interesting and significative as they represent the typical flora of the Pre-Alps environment. Among the plants which have been reported in the bibliography, some have disappeared, probably because of the environmental alterations which have involved the zone recently. The richness of the species underlines the naturalistic value of the valley.
Elenco delle orchidee spontanee
della provincia di Belluno
ISIDORO BARATTIN
Gruppo Natura Bellunese, Via Tisoi 46, I - 32100 Belluno
Riassunto. L’autore riporta l’elenco delle specie spontanee appartenenti alla Famiglia Orchidaceae di cui è accertata la presenza per la provincia di Belluno.
SUMMARY. The author reports a check list concerning the volunteer species belonging to Orchidaceae which presence in Belluno’s province is ascertained.
Tozzia alpina L. Cenni sulla distribuzione
e l'ecologia di una pianta rara
Erminio Fent
Via Rigoi 59, I - 32033, Lamon, (BL)
Riassunto. La ricerca, da poco avviata, fa il punto sulle attuali conoscenze di una pianta rara. In particolare si riferiscono informazioni sull'ecologia, la morfologia e la distribuzione, limitatamente alle Alpi Orientali Italiane.
SUMMARY. The research, just at the beginning, traces out the most important characteristics of a rare plant, giving informations about ecology, morphology and distribution with particular regard to the IItalian Eastern Alps.
I licheni nella valutazione della qualità ambientale nel
Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo
Juri Nascimbene (1) & Giovanni Caniglia(2)
(1) Via Santa Lucia 12, I - 32030 Cesiomaggiore (BL)
(2) Dipartimento di Biologia, Sez. Geobotanica Viale G.Colombo 3, I - 35121 (PD)
Lavoro eseguito con finanziamento del Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo.
Riassunto. Allo scopo di valutare le condizioni ambientali del territorio vengono analizzati i popolamenti lichenici epifiti su conifere nel Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo (Belluno). Su larice e abete rosso si evidenzia una buona correlazione diretta tra biodiversità e IAP, mentre solo su abete rosso risulta significativa la correlazione tra IAP e copertura e tra biodiversità e copertura. Questi risultati, pur richiedendo la conferma di ulteriori indagini, consentono di utilizzare il dato di percentuale di copertura lichenica su abete rosso come metodo di stima indiretta dell’indice IAP e della biodiversità.
SUMMARY. The epiphytic lichen communities on conifer trees are studied to value the environmental quality in the Dolomiti d’Ampezzo Natural Park. On larch and spruce-fir the direct correlation between the biodiversity and IAP is obvious, while only on spruce-fir the correlation between lichen cover and IAP and between lichen cover and biodiversity is very good. These results allow to utilize the lichen cover percentage on spruce-fir to estimate the IAP and the biodiver
Aspetti della vegetazione lichenica d’alta quota nelle
Vette Feltrine (Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi)
Giovanni Caniglia (1) , Juri Nascimbene (2)
& Claudia Dal Zotto (3)
(1) Dipartimento di Biologia, sez. Geobotanica. Viale G.Colombo 3, I - 35121 (PD)
(2) Via Santa Lucia 12, I - 32030 Cesiomaggiore (BL)
(3) Via Giare 2, I -32032 Feltre (BL)
Lavoro svolto con contributo dell’Ente Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi.
Riassunto. Vengono presentati alcuni aspetti della vegetazione lichenica della Busa delle Vette (Vette Feltrine - Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi). Il lavoro è basato su 91 rilievi fitosociologici eseguiti per lo più al suolo (Thamnolietum vermicularis, Alectorietum ochroleucae, Cladonietum mitis, Megasporetum verrucosae) o tra le fessure delle rocce (Toninio-Psoretum decipientis). Solo marginalmente compaiono elementi rupicoli (Collematetalia cristati, Rhizocarpetea geographici Verrucarietalia) o di substrato corticolo (Lobarietum pulmonariae).
SUMMARY. Some aspects of lichen vegetation of “Busa delle Vette” (Vette Feltrine - Dolomiti Bellunesi National Park) are presented. This study relies on 91 phytosociological relevés almost all of them carried out on soil (Thamnolietum vermicularis, Alectorietum ochroleucae, Cladonietum mitis, Megasporetum verrucosae), or on rock fissure (Toninio-Psoretum decipientis). Rock-elements (Collematetalia cristati, Rhizocarpetea geographici, Verrucarietalia) or of bark substratum (Lobarietum pulmonariae) appear only marginally.
Aspetti della vegetazione lichenica d’alta quota nelle
Vette Feltrine (Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi)
Giovanni Caniglia (1) , Juri Nascimbene (2)
& Claudia Dal Zotto (3)
(1) Dipartimento di Biologia, sez. Geobotanica. Viale G.Colombo 3, I - 35121 (PD)
(2) Via Santa Lucia 12, I - 32030 Cesiomaggiore (BL)
(3) Via Giare 2, I -32032 Feltre (BL)
Lavoro svolto con contributo dell’Ente Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi.
Riassunto. Vengono presentati alcuni aspetti della vegetazione lichenica della Busa delle Vette (Vette Feltrine - Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi). Il lavoro è basato su 91 rilievi fitosociologici eseguiti per lo più al suolo (Thamnolietum vermicularis, Alectorietum ochroleucae, Cladonietum mitis, Megasporetum verrucosae) o tra le fessure delle rocce (Toninio-Psoretum decipientis). Solo marginalmente compaiono elementi rupicoli (Collematetalia cristati, Rhizocarpetea geographici Verrucarietalia) o di substrato corticolo (Lobarietum pulmonariae).
SUMMARY. Some aspects of lichen vegetation of “Busa delle Vette” (Vette Feltrine - Dolomiti Bellunesi National Park) are presented. This study relies on 91 phytosociological relevés almost all of them carried out on soil (Thamnolietum vermicularis, Alectorietum ochroleucae, Cladonietum mitis, Megasporetum verrucosae), or on rock fissure (Toninio-Psoretum decipientis). Rock-elements (Collematetalia cristati, Rhizocarpetea geographici, Verrucarietalia) or of bark substratum (Lobarietum pulmonariae) appear only marginally.
Mappatura dei Funghi in provincia di Belluno
Gruppo Micologico “G.Bresadola” di Belluno
Via I. Caffi 83, I - 32100 Belluno
Riassunto. In questo lavoro il Gruppo Micologico “G.Bresadola” di Belluno
presenta il metodo di mappatura dei macromiceti e i primi dati distribuzionali di alcune specie campione.
SUMMARY. The Mycological Group “G.Bresadola” (Belluno) presents the mapping
method of the Fungi and the first distributional data of few sample species.
Radioattività nei Funghi in provincia di Belluno
Gruppo Micologico "G. Bresadola" di Belluno (1)
Sezione Fisica Ambientale - Presidio Multizonale
di Prevenzione (2)
(1) Via I. Caffi 83, I - 32100 Belluno
(2) ULSS n°1, I - 32100 Belluno
Riassunto. Questo lavoro presenta i risultati di una campagna di misure di spettrometria gamma effettuata alla Sezione di Fisica Ambientale della USL di Belluno, per la determinazione della contaminazione radioattiva su campioni di funghi prelevati nella provincia di Belluno dal 1986 ad oggi, da parte del personale della USL, dell’Amministrazione provinciale e dal Gruppo Micologico “G. Bresadola” di Belluno.
SUMMARY. This paper presents a summary of the results of research on radioactive contamination of province Belluno (Italy) by the Chernobyl accident. The studies concerned mesurements on mushrooms sampled by healt services, provincial staff and mycologist group “G. Bresadola” (Belluno) from May 6, 1986 onwards. The radionuclide concentrations in the samples were determined via gamma spectrometry.
Ragni e Opilioni del Monte Grappa, Dolomiti, Italia
(Araneae, Opiliones)
Vito Zingerle
Institut für Zoologie, Universität Innsbruck, Technikerstr. 25, A-6020 Innsbruck, Austria
Riassunto. Viene descritta la struttura delle comunità di Ragni e Opilioni del Monte Grappa (Alpi sudorientali, Dolomiti, Italia). I rilievi delle 5 stazioni sono stati eseguiti mediante 20 trappole a caduta e riguardano boschi e prateria alpina nei pressi della cima del Monte Grappa. Le trappole hanno agito dal 20 marzo al 23 ottobre 1997. Complessivamente sono stati catturati 1177 Ragni adulti riferibili a 86 specie e 407 Opilioni adulti riferibili a 9 specie. Di ulteriori 2 specie di Ragni sono stati catturati solamente esemplari subadulti. Sono stati calcolati composizione della fauna aracnologica, densitá dell’attività annua, diversità e diversità relativa per ogni stazione. I dati sono stati elaborati con l’aiuto di metodi di classificazione e ordinazione multivariata. Le specie endemiche Harpactea grisea, Coelotes mediocris, Cybaeus intermedius, Amaurobius ruffoi e Eudasylobus ligusticus risultano di particolare interesse zoogeografico e vengono discusse in dettaglio.
SUMMARY. Species and abundance structure of ground dwelling spiders and harvestmen were investigated with 20 pitfall traps at 5 habitats between 1600 and 1700m in the southern Dolomites (Monte Grappa, Italy). From 20 March to 23 October 1997, 1177 adult spiders belonging to 86 species and 407 adult harvestmen belonging to 9 species were recognized. 2 further spider species were recognized from inadult specimens. The annual activity abundance, diversity, eveness and spider composition at every site were given. Two main community patterns result from multivariate analyses: woodland and grassland sites. Several endemic species to the southern border of the Alps were captured, i.e. Harpactea grisea, Coelotes mediocris, Cybaeus intermedius, Amaurobius ruffoi and Eudasylobus ligusticus; biogeographical remarks on this species were given.
Catalogo topografico dei Coleotteri Cerambicidi
della provincia di Belluno
(Coleoptera, Cerambycidae)
ENZO GATTI
Gestione ex Azienda di Stato delle Foreste Demaniali.
Ufficio di Belluno, Via Gregorio XVI°, I - 32100 Belluno.
Riassunto. Vengono esposti dati sui Coleotteri Cerambicidi raccolti nel territorio della provincia di Belluno ed in zone strettamente limitrofe; essi sono tratti in parte dalla bibliografia esistente, in parte da raccolte condotte dall’autore e da altri entomologi. Complessivamente vengono segnalati 110 taxa; 6 di questi risultano segnalati per la prima volta per la regione Veneto.
SUMMARY. Data concerning Coleoptera Cerambycidae, collected in the territory of Belluno’s province and its nearest zones, are illustrated; they are obtained partly from the existing bibliography, partly from the collections taken by the author and other entomologists. 110 taxa are reported in all; six of them are signalized for the first time in the Veneto region.
Farfalle notturne raccolte a S. Pietro
ANDREA FABBRI
Via Fullin 78, I - 32010 Tambre d’Alpago (BL)
Riassunto. Vengono esposti i dati sui Lepidotteri Eteroceri raccolti dall’autore tra il 1994 e il 1997 presso la Chiesa di S. Pietro nel comune di Puos d’Alpago (BL). Complessivamente vengono elencati 190 taxa, così suddivisi per famiglia: Hepialidae 1, Cossidae 2, Thyrididae 1, Lasiocampidae 5, Sphingidae 9, Saturniidae 2, Drepanidae 3, Geometridae 36, Thyatiridae 2, Notodontidae 15, Thaumetopoeidae 2, Lymantriidae 5, Arctiidae 14, Syntomidae 1, Noctuidae 91.
SUMMARY. Autor reports on several the moths collected between 1994 and 1997 at S. Pietro’s Church (Puos d’Alpago, BL). One hundred and nigthy species of moths belonging to 15 families have been reconized: Hepialidae 1, Cossidae 2, Thyrididae 1, Lasiocampidae 5, Sphingidae 9, Saturniidae 2, Drepanidae 3, Geometridae 36, Thyatiridae 2, Notodontidae 15, Thaumetopoeidae 2, Lymantriidae 5, Arctiidae 14, Syntomidae 1, Noctuidae 91.
Atlante degli Anfibi e Rettili della provincia di Belluno
GIUSEPPE TORMEN, FAUSTO TORMEN & SILVANA DE COL
Gruppo Natura Bellunese, Via Tisoi 46, I - 32100 Belluno
Riassunto.E’ stata svolta un indagine al fine di conoscere la distribuzione dell’ erpetofauna in provincia di Belluno, area prevalentemente montuosa, altitudine media 1276 mslm, estensione territoriale di 3676 kmq, presenza antropica 59 abitanti Kmq. I risultati della stessa hanno portato a rinvenire 12 specie di Anfibi e 13 specie di Rettili.
SUMMARY. A research was carried out in order to access the distribution of herpetofauna in the province of Belluno, a mostly mountainous area average altidude 1276 m a.s.l., surface area 3676 sqkm, antropical presence 59 inhabitants per sqkm. The result of the investigation give the presence of 12 species of Anphibians and 13 species o
La situazione del Pellegrino, Falco peregrinus, in provincia di Belluno
Giuseppe Tormen & Silvana De Col
Gruppo Natura Bellunese, Via Tisoi 46, I - 32100 Belluno
Riassunto. Un’indagine sulla presenza del Pellegrino in provincia di Belluno ha permesso di individuare 7 coppie riproduttive certe e 5 probabili.
SUMMARY. An investigation concernig the presence of Peregrine falcon in Belluno’s province gave the opportunity to locate 7 reproductive pairs and 5 likely.
La popolazione di Cannaiola,
Acrocephalus s. scirpaceus, nidificante sulla riva
nord-orientale del lago di Santa Croce
Adriano De Faveri
Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica, via Ca’ Fornacetta 9, I - 40064 Ozzano Emilia (BO)
Riassunto. La popolazione di Cannaiola presente al Lago di Santa Croce appare costituita per la maggior parte da soggetti locali, con una scarsa o assente componente di individui in migrazione. Gli individui nidificanti si insediano all’inizio di Maggio e abbandonano l’area nel mese di Settembre, in accordo con la fenologia della specie in Italia. I soggetti lasciano l’area di studio senza accumulare riserve energetiche per la migrazione.
SUMMARY. The population of Reed Warbler of the Lago di Santa Croce is mainly composed by local breeders, with little influence of migrating individuals throughout the season. Accordingly to the seasonal phenology of this species in Italy, birds settle in the area around early May and depart in September, without any pre-migratory fattening.
Check-list degli Uccelli della provincia di Belluno
MARCO ZENATELLO(1) , GIUSEPPE TORMEN(2)
& ADRIANO DE FAVERI(1)
(1) Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica, via Ca’ Fornacetta 9, I - 40064 Ozzano Emilia (BO).
(2) Gruppo Natura Bellunese, via Tisoi 46, I - 32100 (BL).
Riassunto. Viene presentata la check-list degli uccelli della provincia di Belluno (283 specie) aggiornata al 1997. Tra le specie indicate, 35 derivano dall’analisi della bibliografia storica disponibile, non essendo più state segnalate nell’area dopo la metà di questo secolo.
SUMMARY . The check-list of the birds of the province of Belluno (E Alps, Italy) updated to 1997 is provided. It includes 283 species, 35 of which were listed in historical papers only; their presence in the area was not confirmed from the second half of the present century on.
Dati preliminari sulla presenza della Lince euroasiatica, Lynx lynx,
in provincia di Belluno
MARCO CATELLO (1) & CHRISTIAN LOSSO (2)
(1) Gruppo Natura Bellunese, Via Tisoi 46, I - 32100 Belluno.
(2) Via Vittorio Veneto 160, I - 32100 Belluno.
RIASSUNTO. Viene presentato il risultato di una ricerca naturalistica condotta dal 1993 al 1997 per monitorare la presenza della Lince nella provincia di Belluno. Sono stati raccolti 57 indici di presenza, di cui 31 sono reperti oggettivi. La Lince, nel periodo in esame, è risultata presente in gran parte del territorio provinciale.
SUMMARY. the results of a naturalistic research, conducted in the period 1993-1997 in order to monitoring the presence of the lynx in the district of belluno, are presented. 57 index of presence were collected, and 31 of them were objective finds. the lynx, over the considered period, resulted present in a large part of the district territory.
Epidemiologia della rogna sarcoptica del Camoscio
(Rupicapra rupicapra)
Laura Zamboni & Vittorio Guberti
Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica, via Ca’ Fornacetta 9, I - 40064 Ozzano Emilia, (BO)
Riassunto. Lo scopo del presente lavoro è di verificare l’impatto della rogna sarcoptica in una popolazione precedentemente indenne di Camoscio alpino. Lo studio è stato condotto in Val Cengia, Auronzo di Cadore (BL), dove, nell’ottobre del 1995, è stato segnalato il primo caso di rogna sarcoptica.
Utilizzando un modello matematico di tipo deterministico si è inteso valutare l’impatto dell’infezione in assenza di controlli e gli effetti di diverse ipotesi gestionali.
Dai risultati ottenuti emerge che:
1) In assenza di controlli l’infezione si arresta dopo 1300±100 giorni raggiunto il numero di 7±1 individui (valore soglia).
2) Un controllo volto ad una generica riduzione della densità della popolazione anticipa semplicemente il raggiungimento del valore soglia (1140±100 giorni).
3) L’abbattimento selettivo dei capi con lesioni visibili a distanza determina l’endemizzazione dell’infezione con effetti diversi sulla consistenza della popolazione al variare dell’intensità di selezione.
SUMMARY. The aim of the work is to assess the impact of sarcoptic mange in a free living population of Chamois when all the hosts are susceptibles. A deterministic model enabled us to estimate the impact of the infection in absence of any kind of control as well as the effect of depopulation and culling.
When no control is performed the infection fades out after 1300±100 days once the host’s threshold density is reached (7±1 individuals).
Depopulation allows shortly to reach the threshold density after 1140±100 days.
Culling always belongs to endemicity resulting in different population dynamics accordingly to the efforts employed in finding diseased animals.
Dati inediti sulla distribuzione di alcuni Carnivori nella provincia di Belluno
MARCO CATELLO (1) & CHRISTIAN LOSSO (2)
(1) Gruppo Natura Bellunese, Via Tisoi 46, I - 32100 Belluno
(2) Via Vittorio Veneto 160, I - 32100 Belluno
Riassunto. Vengono presentate notizie sulla presenza dei Carnivori nella provincia di Belluno, ricavate da ricerche sul campo condotte da appassionati naturalisti e dagli stessi Autori. Il quadro di distribuzione risulta ampliato per alcune specie in modo significativo, rispetto alla situazione ufficialmente nota in letteratura.
SUMMARY. Information about the presence of Carnivores in the district of Belluno is presented in this work, resulting from field-researches conducted by different naturalists and the Authors. The distribution of some species appears significantly extended, compared with the official situation described in the literature.